mercoledì 5 novembre 2008

italiani piccoli piccoli...

Qualche riflessione suscita il recente spot del Ministero del Lavoro sull'integrazione. L'Integrazione - suggerisce il Devoto-Oli - è definibile come "l'omologazione ai valori e ai comportamenti socialmente dominanti". Ben sappiamo come il concetto di cultura critica sia distante dalle menti destrorse che guidano il nostro paese ma, uomini speranzosi come siamo, speravamo in una interpretazione estensiva del concetto. Integrarsi significa contaminarsi reciprocamente o, quanto meno, fare in modo che chi arriva in un paese con una cultura diversa, non necessariamente peggiore, possa arricchire la propria con essa. Del resto la cittadinanza europea che formalmente abbiamo acquisito con l'ingresso dell'Italia nell'Unione, non sostituisce la cittadinanza italiana ma si somma ad essa. Lo spot in questione, invece, non solo ignora il bene che il multiculturalismo può offrire agli italiani, ma interpreta l'integrazione del cittadino straniero come puro e semplice abbandono della propria cultura in luogo di quella italiana. Così il pizzaiolo egiziano, il barista ucraino e la badante filippina cantano le nostre canzoni popolari, ampliano le loro conoscenze, arricchiscono le proprie esperienze mentre noi stiamo a guardare dal nostro piccolo mondo provinciale.

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