lunedì 9 giugno 2008

Talkin' 'bout my generation...

Vi segnalo su "Repubblica" di oggi un bell'articolo di Michele Serra sul concetto di violenza come elemento di confronto generazionale. Senza temere il moralista di turno, tutto proteso a denunciare la violenza politica come male assoluto, Serra evidenzia come la violenza della sua generazione, per quanto condannabile nella forma e nei contenuti, era radicata attorno ad una o più idee forti, peraltro idee non individuali ma collettive...sociali, mi verrebbe da dire.
Oggi la violenza dei giovani è fine a se stessa; è il fine ultimo e il prodotto della società, non più lo strumento per plasmarla.
Mi viene da ripensare alle lunghe riflessioni sul piano storiografico sul confronto mortificante tra la società civile degli anni '70 e quella del decennio successivo. Iperpoliticizzata la prima, tutta individualista la seconda. Il trionfo del privato...hanno detto.
Mi viene da pensare anche a due libri usciti entrambi nel '79, premonitori in un certo senso di quanto stava accadendo: Ragazzi di stadio e Operai senza politica. Entrambi ruotavano attorno al concetto di "depoliticizzazione della società": i giovani per il primo, che trovano nello stadio, nelle partite, nella futilità l'elemento di esternalizzazione di se stessi e dei propri istinti; gli operai nel secondo caso, in fuga dalla politica dopo le forti radicalizzazioni dello scontro politico ('77 e omicidio Moro).
La società attuale, salviamo qualche isola felice, è distante da quella di un tempo. I giovani, in particolare, poco o nulla sanno e poco si informano della politica dei contenuti. La chiamo così per distinguerla dalla politica della forma, quella fatta di sloogan, accuse e grida che poggia però sul nulla!
Chi sa di ambientalismo, neo-neocolonialismo, terzomondismo ecc...?
La politica dei giovani oggi è solo caccia ai rom, meno tasse, meno immigrati e poco altro...difesa del particulare e null'altro.
E' come se - scrive Serra - nella "società liquida", cioè non più aggrumata attorno alle classi sociali, ai loro costumi, alle loro ideologie, si fosse resa liquida anche l'aggressività.
Nostalgia della lotta di classe? Nostalgia delle ideologie forti?
Sarò breve: sì
Consigli bibliografici:
G. Crainz, Un paese mancato, Donzelli
M. Grispigni, Millenovecentosettantasette, Manifestolibri
E. Galli della Loggia, La crisi del politico, in Il trionfo del privato, Laterza