domenica 2 marzo 2008

postilla

Ricordate il post Cultura? Oh Grande fardello! di qualche giorno fa? Beh, vi parlavo, tra le cose, della mia insofferenza nel vedere nella politica, nell'informazione...una completa incapacità di programmazione; la subordinazione totale del concetto di prospettiva a quello di immediatezza.
Oggi, sfogliando un bellissimo libro di Piero Bevilacqua letto alcuni anni fa, mi sono imbattuto nuovamente in questa citazione:

"Un essenziale svantaggio, che l’estinguersi delle credenze metafisiche comporta, consiste nel fatto che l’individuo tiene troppo strettamente conto della sua breve vita e non accoglie gli impulsi più forti a costruire istituzioni durevoli, progettate per i secoli; vuole essere egli stesso a cogliere il frutto dell’albero che pianta, e perciò non ama più piantare quegli alberi che richiedono una cura regolare e secolare e che sono destinati a far ombra a lunghe teorie di generazioni"
[F. Nietzsche, Umano, troppo umano]

Che bella, vi piace?

Riferimenti bibliografici:
P. Bevilacqua, Sull'utilità della storia, Donzelli

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