Ricordate il post Cultura? Oh Grande fardello! di qualche giorno fa? Beh, vi parlavo, tra le cose, della mia insofferenza nel vedere nella politica, nell'informazione...una completa incapacità di programmazione; la subordinazione totale del concetto di prospettiva a quello di immediatezza.
Oggi, sfogliando un bellissimo libro di Piero Bevilacqua letto alcuni anni fa, mi sono imbattuto nuovamente in questa citazione:
"Un essenziale svantaggio, che l’estinguersi delle credenze metafisiche comporta, consiste nel fatto che l’individuo tiene troppo strettamente conto della sua breve vita e non accoglie gli impulsi più forti a costruire istituzioni durevoli, progettate per i secoli; vuole essere egli stesso a cogliere il frutto dell’albero che pianta, e perciò non ama più piantare quegli alberi che richiedono una cura regolare e secolare e che sono destinati a far ombra a lunghe teorie di generazioni"
[F. Nietzsche, Umano, troppo umano]
Che bella, vi piace?
Riferimenti bibliografici:
P. Bevilacqua, Sull'utilità della storia, Donzelli
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